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DIREZIONE AZIENDALE 10/01/2022

Compenso amministratori, principio di cassa allargato

  • I compensi corrisposti agli amministratori delle società di capitali sono deducibili dal reddito della società erogante nel periodo d’imposta in cui sono corrisposti, ai sensi dell’art. 95, c. 5 del Tuir. È necessario effettuare una distinzione a seconda che il percipiente sia “professionista” o “non professionista”:
    • attività di amministratore che rientra nell’oggetto dell’attività professionale o comunque risulta esserne affine: il soggetto è in questione è in possesso di partita Iva quale lavoratore autonomo e sarà applicabile l’art. 53 del Tuir. Il compenso percepito concorrerà alla formazione del reddito del percipiente secondo il principio di cassa. Analogamente, la deduzione per la società erogante avverrà sempre nell’esercizio in cui il compenso è stato pagato;
    • amministratore non in possesso di partita Iva (in quanto non svolgente alcuna attività professionale, oppure anche nel caso di professionista che svolge un’attività sostanzialmente differente da quella connessa alla carica di amministratore di società): il percipiente riceverà una busta paga e il compenso rientrerà tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 50, c. 1, lett. c-bis del Tuir. La deduzione da parte della società erogante avviene sempre secondo il criterio di cui all’art. 95 c. 5 del Tuir. Per il percipiente, il reddito è assoggettato a tassazione secondo il principio di cassa.
  • Nel 2° caso, tuttavia, si applica il “principio di cassa allargato” di cui all’art. 51, c. 1, 2° periodo, del Tuir, in base al quale si considerano percepiti nel periodo d’imposta le somme e i valori in genere corrisposti dai datori di lavori entro il 12.01 del periodo d’imposta successivo. Sono diverse le conseguenze a seconda che l’amministratore sia o meno un professionista:
    • professionista: il pagamento di un compenso afferente all’esercizio 2021, avvenuto, ad esempio, il giorno 5.01.2022, sarà deducibile per la società e imponibile per il percipiente nell’esercizio 2022;
    • non professionista; al contrario, il compenso sarà rilevante fiscalmente per entrambi i soggetti, nell’esercizio 2021.
  • Imputazione temporale - Ai fini dell’imputazione temporale:
    • bonifico: è rilevante il momento in cui l’emolumento entra nella disponibilità del beneficiario;
    • assegno bancario: rileva la data di emissione del titolo;
    • pagamento in contanti: sarà certificato dalla data apposta dal ricevente sulla fattura (in caso di busta paga è vietato il pagamento in contanti).