Gli strumenti di lavoro dell'imprenditore

 

Decreto ingiuntivo su fattura elettronica

  • Non è più necessario il deposito dell'estratto autentico delle scritture contabili in cui la fattura insoluta è annotata, quando si ricorre al giudice di merito per l'emissione di un decreto ingiuntivo sulla base di una fattura elettronica. Lo ha stabilito il Tribunale di Verona, emettendo un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo sulla base di un ricorso per ingiunzione corredato dalla sola fattura elettronica e non già dell'asseverazione notarile del registro Iva vendite su cui tale fattura era annotata.
  • Il Tribunale ha considerato che sussistano le condizioni previste dall'art. 633 e seguenti c.p.c., atteso che la ricorrente ha fornito quale prova scritta del credito ingiunto, relativo a prestazione di servizi, alcune fatture elettroniche in formato “.xml” che devono ritenersi equipollenti all'estratto autentico delle scritture contabili previsto dall'art. 634, c. 2 c.p.c.
  • A tale conclusione, secondo il Tribunale scaligero, si perviene considerando che, nel provvedimento n. 89757/2018 l'Agenzia delle Entrate ha fornito dettagliate indicazioni in merito al funzionamento e alle caratteristiche tecniche del Sistema di Interscambio (SdI), che gestisce la fatturazione elettronica
  • Proprio in ragione delle caratteristiche della fattura elettronica, l'art. 1, c. 3-ter D.Lgs. 127/2015 prevede che i soggetti obbligati ad emetterle in via esclusiva mediante il Sistema di Interscambio siano esonerati dall'obbligo di annotazione nei registri, cosicché per tali soggetti deve ritenersi che sia venuto meno anche l'obbligo di tenuta dei registri stessi.