Gli strumenti di lavoro dell'imprenditore

 
BANCHE 22/02/2021

La parabola dell'eroico imprenditore indebitato

  • Dopo un periodo di “congelamento” della riscossione e degli accertamenti dovuto ai vari DPCM che si sono susseguiti senza sosta nel corso dell'anno pandemico 2020, dal 1.01.2021 è ripartita la corsa dello Stato per recuperare, da un lato, base imponibile, e dall'altro, mancate entrate dovute allo stop dell'invio delle cartelle esattoriali.
  • Si inizia il 2021 con l'emergenza sanitaria ancora in corso e le notifiche via PEC di atti degli enti pubblici. Con l'arrivo dell'ex presidente della BCE Mario Draghi, nel momento in cui si scrive, risulta arduo effettuare previsioni a breve periodo su eventuali proposte di rottamazione-quater o simili, al fine di salvare il salvabile e non rischiare fallimenti a catena che porterebbero l'Italia ai livelli di PIL dell'anteguerra.
  • In soccorso dell'imprenditore “eroe” indebitato, la normativa consente in sintesi la possibilità del Tribunale di omologare il piano di concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione anche in mancanza di voto dell'Amministrazione Finanziaria o degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie, quando:
    • l'adesione è determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze;
    • la relazione del professionista attestatore indica che la proposta di soddisfacimento risulta conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria.
  • Tali modifiche normative prevedono una seconda chance procedurale agli imprenditori in crisi. Anche in caso di diniego della proposta da parte degli Enti pubblici, è consentito al Tribunale competente di omologare il piano, imponendo di fatto ai creditori pubblici la proposta dell'imprenditore, nel caso sia comunque migliorativa rispetto all'alternativa liquidatoria, sia essa volontaria o di natura giudiziale.