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Le novità per la Tari utenze non domestiche

  • Esenzione - L’art. 238, c. 10 D. Lgs. 152/2006, come modificato dall’art. 3, c. 12 D. Lgs. 116/2020, prevede che le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani, che li conferiscono al di fuori del servizio pubblico e dimostrano di averli avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di recupero dei rifiuti stessi, sono escluse dal pagamento della componente tariffaria rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti (c.d quota variabile).
  • Quota variabile - Ad avviso del Ministero della Transizione Ecologica, la riduzione della quota variabile deve essere riferita a qualunque processo di recupero, ricomprendendo anche il riciclo al quale i rifiuti sono avviati. L’attestazione rilasciata dal soggetto che effettua l’attività di avvio a recupero dei rifiuti è pertanto sufficiente per ottenere la riduzione della quota variabile della TARI in rapporto alla quantità di detti rifiuti, a prescindere dalla quantità degli scarti prodotti nel processo di recupero. Per tali utenze rimane impregiudicato il versamento della TARI relativa alla parte fissa, calcolato sui servizi forniti indivisibili.
  • Comunicazione 2021 - L’utente è tenuto a comunicare formalmente all’ente gestore o al Comune la scelta di non avvalersi del servizio pubblico di raccolta. La comunicazione deve essere effettuata entro il 31.05 di ciascun anno; solo per il 2021, gli atti afferenti alla TARI (la tariffa, il regolamento TARI e la tariffa corrispettiva) devono essere approvati entro il termine del 30.06, sulla base del piano economico finanziario (PEF) del servizio di gestione dei rifiuti.
    • La disposizione si applica alle utenze artigianali e industriali.
    • I rifiuti delle attività agricole, agro-industriali e della pesca sono ora classificati come “speciali”, quindi, esclusi dall’applicazione del nuovo regime previsto per i rifiuti urbani.