Gli strumenti di lavoro dell'imprenditore

 

Rivalutazione 2020, test di convenienza

  • L'esempio che proponiamo riguarda un'attrezzatura con aliquota d'ammortamento 25% del costo storico di 50.000 Euro e fondo di pari importo (completamente ammortizzata). Tale attrezzatura viene rivalutata di 30.000 Euro, quindi, passa a 80.000 Euro tra le attività e in contro partita 30.000 Euro come saldo attivo da rivalutazione.
  • Per conferire rilevanza anche fiscale alla rivalutazione, occorre versare il 3% su 30.000, ossia 900 Euro in 3 anni (€ 300 ciascuna rata). In tal modo si avrebbe un costo generato dall'ammortamento di 30.000 Euro (ossia 80.000 CS - 50.000 Fondo) che abbatterebbe l'imponibile fiscale, consentendo un risparmio di imposta, per ipotesi, di circa il 28% (24% Ires + 3,9% Irap), ossia di 8.400 Euro totali, quindi 2.100 Euro annuali (ipotizzando l'ammortamento in 4 anni). Il risparmio d'imposta generato dal costo fiscale ripaga l'imposta sostitutiva da versare.
  • Il saldo attivo della rivalutazione, volendo, può poi essere affrancato (in tutto o in parte) versando l'imposta sostitutiva del 10%, sempre in 3 rate. Se in data anteriore al 1.01.2024 il bene in questione è ceduto a titolo oneroso o assegnato ai soci o destinato a finalità estranee all'esercizio d'impresa o al consumo personale/familiare dell'imprenditore, la rivalutazione non viene considerata e le plusvalenze/minusvalenze si determinano sul costo del bene pre-rivalutazione.